L'Ortodonzia "invisibile"
Negli ultimi anni la richiesta di trattamenti ortodontici con allineatori (le cosiddette “mascherine trasparenti”) è cresciuta in modo significativo. Inizialmente, questa scelta era motivata prevalentemente da esigenze estetiche; oggi, grazie alla continua evoluzione della ricerca scientifica e al costante perfezionamento di questa metodica, gli allineatori rappresentano una soluzione sempre più richiesta anche per il trattamento di problematiche funzionali.
La grande diffusione di questa metodica ha però generato pericolose semplificazioni, soprattutto nell’utenza ma anche - in misura fortunatamente ridotta - negli operatori sanitari del settore odontoiatrico.
Per quanto riguarda l’utenza, la forte motivazione di avere un bel sorriso ha spinto alcune aziende ad utilizzare il modello “Direct to Consumer” ( direttamente al consumatore ) bypassando il primo contatto medico e con esso il momento più importante di una visita medica: la Diagnosi.
l funzionamento di questi servizi si basa su un percorso quasi interamente a distanza:
- Rilevazione delle impronte: il paziente riceve a domicilio un kit per eseguire autonomamente le impronte dentali oppure si reca presso un centro dedicato esclusivamente alla scansione digitale.
- Pianificazione del trattamento: le impronte e le immagini vengono valutate da un team di odontoiatri o ortodontisti che opera da remoto, senza una visita clinica diretta del paziente.
- Produzione e spedizione: gli allineatori vengono realizzati e inviati direttamente al domicilio del paziente, che inizia il trattamento seguendo istruzioni fornite a distanza.
Da un punto di vista sanitario, un simile approccio presenta criticità evidenti. Un trattamento ortodontico non può essere ridotto alla semplice movimentazione dei denti sulla base di un'impronta o di una scansione digitale. Prima di qualsiasi terapia è indispensabile eseguire una visita clinica approfondita, valutare lo stato di salute di denti, gengive, articolazioni temporo-mandibolari e tessuti di supporto, effettuare gli esami radiografici e formulare una diagnosi completa. L'assenza di questi passaggi espone al rischio di trattamenti inappropriati, al mancato riconoscimento di patologie anche importanti e a possibili danni, talvolta irreversibili, ai denti e ai tessuti di sostegno.
In medicina, e quindi anche in ortodonzia, nessuna tecnologia può sostituire il valore della diagnosi clinica e della presa in carico diretta del paziente da parte del professionista.
Un altro aspetto relativo ai problemi legati all’utenza è l’errata percezione che gli allineatori possano essere sostituiti autonomamente secondo un calendario prestabilito, senza la necessità di controlli clinici attenti e ad intervalli regolari. Questo nasce dal fatto che l'intero piano di trattamento viene elaborato da un software e presentato al paziente mediante una simulazione tridimensionale dell'evoluzione prevista. fino al risultato finale, che si ispira in ogni caso ad un modello comune, mentre esiste soltanto un modello individuale.
È importante spiegare che si tratta di una simulazione virtuale e non della previsione certa di ciò che avverrà nella realtà clinica. Il software è in grado di elaborare modelli geometrici e biomeccanici, ma non può conoscere né prevedere la risposta biologica individuale del paziente. Ogni organismo presenta caratteristiche proprie: il biotipo, lo stato del legamento parodontale, la qualità dell'osso, la risposta dei tessuti, il patrimonio genetico, l'età, lo stile di vita, eventuali patologie , l'assunzione di farmaci e la storia clinica sono tutti fattori che influenzano in modo determinante il movimento dentale e il trattamento ortodontico.
Per questo motivo il trattamento con allineatori non può essere considerato un processo automatizzato, i controlli periodici da parte dell'ortodontista sono indispensabili per verificare che gli spostamenti dentari corrispondano a quelli programmati, intercettare tempestivamente eventuali anomalie, modificare il piano terapeutico se si rendesse necessario e prevenire complicanze.
In ortodonzia - e più in generale in ogni intervento medico chirurgico - il software rappresenta uno strumento di pianificazione molto utile, ma non può in alcun modo sostituire il giudizio clinico, l'esperienza del professionista e il monitoraggio continuo del paziente.
Altra semplificazione discutibile è che a seguire l'evoluzione del caso sia un medico dentista generico, non specialista in ortodonzia: "tanto fanno tutto le mascherine, basta che calzino bene", in fondo non si tratta di montare brackets e piegare fili metallici ma soltanto di controllare che le mascherine si adattino perfettamente alle arcate dentarie.
Questo è uno degli errori più comuni perché - a differenza del trattamento ortodontico multi brackets - negli allineatori i denti si muovono senza venire in contatto per la maggior parte delle 24 ore e lo fanno soltanto durante i pasti.
In posizione di riposo, i nostri denti non si toccano mai.
Il contatto reale (la massima intercuspidazione) avviene solo quando deglutiamo, in assenza di parafunzioni ( serramento notturno ).
Deglutiamo circa 1.800 volte al giorno (due volte al minuto di giorno, 500-800 volte di notte).
La masticazione del cibo copre solo una minima parte di questi contatti: circa 150 volte.
Cosa significa questo per chi usa gli allineatori?
Significa che con le mascherine i denti si muovono senza toccarsi per la quasi totalità delle 24 ore. I contatti reali avvengono appena 150-250 volte al giorno su oltre 1.800 stimoli complessivi.
Muovere i denti in questo modo altera la propriocezione e l'equilibrio della bocca. Non si tratta solo di "far calzare una mascherina", ma di pianificare e controllare forze biologiche complesse che influiscono sulla postura della mandibola e sulla masticazione.
E per farlo in sicurezza, serve la diagnosi e il controllo di uno specialista in ortodonzia.
I due sistemi professionali più famosi e performanti sono:
Invisalign, di Align Technology:
è stato il primo sistema in assoluto ed è il più conosciuto, grazie anche agli ingenti investimenti economici destinati alla pubblicità.
Utilizza l'esclusivo materiale brevettato SmartTrack,
Spark, di ORMCO:
Realizzato con il materiale TruGEN, ( disponibile in due opzioni: normale e rinforzato) è noto per essere estremamente trasparente (resiste meglio alle macchie) e per avere bordi rifiniti a mano che migliorano il comfort. Offre un'ottima forza di contatto costante per movimenti dentali rapidi.
Personalmente preferisco il secondo, sia perché viene prodotto da ORMCO, azienda leader in campo ortodontico operante dal 1960 e dedicata esclusivamente allo sviluppo e alla produzione di soluzioni per l'ortodonzia, sia perché la ritengo più moderna e quindi tecnologicamente più avanzata. Inoltre, cosa non da poco considerata la richiesta dell'utenza, dal punto di vista estetico non ha rivali.