IMPLANTOLOGIA

Il posizionamento di un impianto dentale è oggi diventato un intervento di routine. Non è quindi necessario soffermarsi sulla tecnica chirurgica in sé, ormai ampiamente conosciuta. È invece importante sottolineare dove risiedano le vere criticità dell’intervento, che sono essenzialmente due: la gestione dei tessuti e la successiva protesizzazione.
Inserire un impianto nell’osso, infatti, rappresenta la parte pù semplice del trattamento. Il vero risultato dipende dalla capacità di  gestire correttamente i tessuti che lo circondano e, successivamente, di realizzare una protesi che si integri correttamente non solo dal punto di vista estetico, ma soprattutto funzionale.
Sono dunque queste due fasi, più che il semplice inserimento della vite implantare, a determinare in larga misura la qualità, la stabilità e la durata del risultato.
A differenza del dente naturale, l'impianto osteointegrato è privo di innervazione e quindi della sensibilità propriocettiva, un sistema di controllo estremamente raffinato che svolge un ruolo fondamentale nella regolazione della funzione masticatoria. Viene inoltre a mancare il legamento parodontale, la sottile struttura fibrosa che nel dente naturale si interpone tra radice e osso alveolare, con uno spessore variabile compreso tra circa 0,15 e 0,40 millimetri.
Il legamento parodontale  non svolge soltanto una funzione di sostegno, ma rappresenta anche un sofisticato organo sensoriale e biomeccanico, capace di percepire minime variazioni di carico e di distribuire le forze masticatorie. L'impianto, essendo direttamente ancorato all'osso, è invece privo di questo importante sistema di ammortizzazione e di controllo neuromuscolare.
Questo spiega l'importanza della protesizzazione, che richiederà una tecnica diversa rispetto a quella di un dente naturale. 
Per ciò che concerne la gestione dei tessuti, l’assenza del legamento parodontale e la diversa organizzazione dell’attacco dei tessuti molli intorno all’impianto rendono la zona peri-implantare particolarmente delicata e vulnerabile all’accumulo e alla penetrazione dei batteri. Per questo, oltre a una scrupolosa igiene orale domiciliare, è fondamentale prestare grande attenzione alla posizione tridimensionale dell’impianto e, in particolare, al suo livello di emergenza ( foto in alto ).